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02-02-2016

Saccharomyces boulardii: effetti protettivi, preventivi e curativi su diversi tipi di diarrea

Saccharomyces Il Saccharomyces boulardii, un lievito probiotico non patogeno, è utilizzato da decenni in Europa nel trattamento di diversi tipi di diarrea. Viene impiegato per prevenire le diarree associate a una terapia antibiotica o a un'alimentazione nasogastrica, nonché per il trattamento di diarree acute in adulti e bambini o per quelle associate al Clostridium difficile o alla diarrea cronica in pazienti con infezione da HIV.

Il Saccharomyces boulardii è un lievito selvaggio tropicale scoperto in Indocina nel 1923 dallo scienziato francese Henri Boulard, il quale riuscì a isolarlo dalla buccia di vari frutti tropicali (litchi, mangostani) dopo aver constatato che le popolazioni indigene utilizzavano la buccia di questi frutti tropicali come farmaci antidiarroici.
Negli esseri umani, il Saccharomyces boulardii non colonizza il sistema intestinale in modo permanente. Dopo 6-7 giorni dall'interruzione della somministrazione, le relative cellule non sono più rilevabili nelle feci.

Prevenzione di diarree associate alla terapia antibiotica

Sono stati realizzati tre importanti studi sugli effetti preventivi del Saccharomyces boulardii nella diarrea associata alla terapia antibiotica. Uno di questi studi, multicentrico, ha preso in considerazione un totale di 388 pazienti ambulatoriali in 25 centri. I soggetti, dell'età minima di 15 anni, hanno ricevuto antibiotici (tetracicline e beta-lattame) per almeno 5 giorni e non presentavano alcuna patologia intestinale al momento del loro arruolamento in questo studio in doppio cieco controllato con placebo. Per tutta la durata della terapia antibiotica, hanno ricevuto in modo casuale 100 mg di Saccharomyces boulardii oppure un placebo. È stato registrato un numero significativamente inferiore di episodi di diarrea nei pazienti che hanno assunto il probiotico rispetto ai soggetti trattati con placebo (4,5% rispetto al 17,5 %)1.

Trattamento delle malattie da Clostridium difficile

Il Clostridium difficile è associato a un terzo dei casi di diarree correlate alla terapia antibiotica e a quasi il 99,8% di tutti i casi di colite pseudomembranosa. È coinvolto in un ampio spettro di patologie gastrointestinali che vanno dalla diarrea semplice a episodi di colite pseudomembranosa e può portare al decesso. Costituisce la causa più frequente di diarree nasocomiali.
Il trattamento di queste malattie va dalla sospensione del suddetto antibiotico alla somministrazione di vancomicina, metronidazolo o bacitracina. Sfortunatamente, una percentuale variabile tra il 10 e il 20% di pazienti trattati in questo modo mostra recidive. Inoltre, questi soggetti risultano più propensi a sperimentare episodi ripetuti della malattia. Sono stati condotti alcuni studi clinici per valutare l'efficacia del Saccharomyces boulardii come trattamento o trattamento coadiuvante del Clostridium difficile.
Uno studio in aperto ha esaminato i benefici di Saccharomyces boulardii associato alla vancomicina (500 mg/die) su 16 pazienti affetti da malattia recidivante. Tali soggetti sono stati trattati per un periodo di 10 giorni con vancomicina e successivamente per 30 giorni con Saccharomyces boulardii (1 g/die). L'85% di questi pazienti ha risposto in maniera positiva al trattamento combinato e non ha più presentato episodi di recidive2.
Nei bambini, la colite pseudomembranosa si presenta raramente, ma ciò non vuol dire che essi siano immuni dall'infezione da Clostridium difficile. È stato condotto uno studio su 19 neonati e bambini affetti da diarrea cronica. Su di essi è stato eseguito l'esame della coprocoltura che ha identificato come unico germe patogeno il Clostridium difficile, produttore della tossina B. La maggior parte di questi bambini era stato sottoposto di recente a un trattamento antibiotico. Una dose giornaliera di Saccharomyces boulardii (da 500 a 1000 mg/die a seconda dell'età) per un periodo di 15 giorni ha favorito la rapida scomparsa dei sintomi in 18 di questi bambini e risultati negativi nella ricerca della tossina del Clostridium in 16 di loro3.

Trattamento della diarrea acuta

Sia nei bambini sia negli adulti, la diarrea costituisce spesso una malattia con esordio improvviso e durata variabile da qualche giorno fino ad alcune settimane. La gravità dipende dalla sua eziologia che può essere una contaminazione alimentare, un'intossicazione, un'infezione batterica, virale o parassitaria. Sono stati condotti diversi studi per valutare l'interesse di Saccharomyces boulardii nel trattamento della diarrea acuta.
Uno di questi si è focalizzato sui bambini (15 maschi e 12 femmine), in buona salute, di età compresa tra 6 mesi a 10 anni, ricoverati in ospedale a causa di una diarrea acuta. La metà di questi soggetti ha ricevuto 250 mg di Saccharomyces boulardii disciolti in 5 ml di acqua, due volte al giorno, per 7 giorni; l'altra metà del gruppo ha assunto un placebo. Questo studio ha confermato l'efficacia di Saccharomyces boulardii nei casi di gastroenterite acuta nei bambini; i risultati suggeriscono che il trattamento rafforza la risposta immunitaria4. È stato condotto un altro studio su 100 pazienti ambulatoriali di età compresa tra 3 e 24 mesi affetti da diarrea acuta da lieve a moderata. I risultati hanno dimostrato che il Saccharomyces boulardii, come trattamento coadiuvante di soluti di reidratazione, riduce la durata della diarrea, accelera il recupero e riduce il rischio di diarrea prolungata. L'efficacia di Saccharomyces boulardii aumenta quando viene somministrato entro le prime 48 ore dalla comparsa della malattia5.

Diarrea del viaggiatore

Nel corso di uno studio controllato in doppio cieco con placebo, condotto su 1231 viaggiatori, è stata esaminata l'efficacia di Saccharomyces boulardii nella prevenzione della diarrea del viaggiatore. I soggetti sono stati divisi in tre gruppi e hanno assunto giornalmente una dose di 250 mg, 500 mg di Saccharomyces boulardii oppure un placebo. Il trattamento è iniziato nei 5 giorni precedenti la partenza ed è proseguito per tutta la durata del viaggio. L'effetto preventivo ha mostrato differenze in base alle regioni visitate ed è risultato leggermente superiore all'aumentare della dose assunta. Ha permesso di ridurre la diarrea con un'incidenza variabile dal 20 al 25%6.

Trattamento di diarree croniche in pazienti con infezione da HIV

Nei pazienti con infezione da HIV, la diarrea può derivare da varie eziologie infettive ma, nella maggioranza dei casi, la causa rimane indeterminata. Nei pazienti immunodepressi la perdita di nutrienti, lo squilibrio di elettroliti e la disidratazione sono particolarmente pericolosi. In uno studio aperto7, 17 pazienti sieropositivi affetti da una diarrea cronica hanno assunto il Saccharomyces boulardii per 15 giorni. Una volta terminato il trattamento, il numero di episodi diarroici è passato da 9 a 2 al giorno e, durante lo svolgimento dello studio, i pazienti hanno ripreso in media 4 kg. In uno studio in doppio cieco controllato con placebo sono stati arruolati 35 pazienti sieropositivi affetti da diarrea cronica. Al termine dello studio, durato una settimana, il 56% dei pazienti trattati con Saccharomyces boulardii non ha più mostrato episodi di diarrea rispetto a solo il 6% dei soggetti trattati con placebo8.

Migliora i sintomi della sindrome del colon irritabile

La sindrome del colon irritabile è caratterizzata da dolori al basso ventre, disturbi di defecazione (diarrea e/o stitichezza) e gonfiore. In uno studio randomizzato in doppio cieco controllato con placebo, 34 pazienti hanno assunto 250 mg di Saccharomyces boulardii tre volte al giorno per un mese. Tutti i pazienti erano affetti da diarrea. I medici, insieme ai pazienti, hanno valutato che il trattamento è risultato statisticamente migliore rispetto al placebo. Il numero di episodi diarroici si è ridotto e la consistenza delle feci è migliorata9.



Bibliografia:

1. Adam M. et al., Controlled double blind clinical multicentre trials od Saccharomyces boulardii, Medecine & Chirurgie digestives, 1976, 5(6); 401-406.
2. Surawicz C.M. et al., Treatment of recurrent Clostridium difficile colitis with vancomycin and Saccharomyces boulardii, Am. J. Gastroenterol., 1989 Oct, 84(10): 1285-7.
3. Buts J.P. et al., Saccharomyces boulardii for Clostridium difficile-associated enterocolopathies in infents, J. Pediatr. Gastroenterol. Nutr., 1993, 16: 419-25.
4. Ozkan T.B. et al., Effect of Saccharomyces boulardii in children with acute gastroenteritis and relationship to the immune response, J. Int. Med. Res., 2007 Mar-Apr, 35(2): 201-12.
5. Villaruel G. et al., Saccharomyces boulardii in acute childhood diarrhoea: a randomized, placebo-controlled study, Acta Paediatr., 2007 Apr, 96(4): 538-41, e-pub 2007 Feb 14.
6. Kollaritsch H.H. et al., Prophylaxe der Reisediarrhoe. Ergebnisse einer doppelblinden, plazebokontrollierten Studie über die Wirsamkeit von Saccharomyces boulardii, Münch med Wschr., 38, 1988, 671-674.
7. Saint-Marc T. et al., Efficacité de Saccharomyces boulardii dans le traitement des diarrhées du sida, Annales de médecine interne, 1991, 142, 64-65.
8. Saint-Marc T. et al., Diarrhées en relation avec le sida. Essai en double aveugle de Saccharomyces boulardii, Sem. Hôp. Paris, 1995, 23-24.
9. Drossmann D.A., An integrated approach to the irritable bowel syndrome, Aliment Pharmacol. Ther., 1999, 13, suppl 2; 3-14.
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