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16-11-2015

Il policosanolo, una soluzione naturale per migliorare il profilo lipidico

canna da zucchero Il policosanolo, estratto dalla canna da zucchero, è stato oggetto, a Cuba da diversi anni, di molti studi per la sua capacità di far abbassare il colesterolo. Oltre a migliorare i lipidi serici, il policosanolo riduce l’ossidazione delle LDL, diminuisce l’aggregazione in placche così come la proliferazione dei muscoli lisci. Esercita anche un’azione benefica in alcuni pazienti affetti da claudicazione intermittente o da diabete non insulino-dipendente.

Diminuisce i livelli di colesterolo

Negli animali, così come nell’uomo, è stato mostrato che il policosanolo dimiscuisce i livelli elevati di colesterolo nel sangue in maniera significativa (riduzione del 20% del colesterolo LDL), almeno tanto efficacemente quanto lo fanno i trattamenti convenzionali ma senza produrre effetti collaterali.
Il suo meccanismo di azione non è interamente chiaro ma si sa che diminuisce la sintesi del colesterolo nel fegato in maniera confrontabile con l’azione esercitata dalle statine. Tale effetto sembra avere un collegamento con una modulazione dell’enzima HMG-CoA reduttasi la cui missione è quella di limitare il tasso di sintesi del colesterolo.
Il policosanolo sembra anche migliorare il metabolismo delle LDL aumentando il legame, l’assimilazione e il decadimento delle LDL nei fibroblasti umani.
Cinquantasei donne in menopausa con dei livelli elevati di colesterolo sono state suddivise in due gruppi a cui sono stati somministrati quotidianamente 5 mg di policosanolo o un placebo per 8 settimane. Per 8 settimane supplementari, la dose di policosanolo è stata aumentata a 10 mg al giorno. Il policosanolo è stato ben tollerato, non è stato osservato alcun effetto collaterale. Le dosi da 5 e 10 mg hanno fatto diminuire il colesterolo LDL rispettivamente del 17,3 % e del 26,7%, il colesterolo totale del 12,9 % e del 19,5 % e i trigliceridi del 16,3% e del 21% laddove il colesterolo HDL era aumentato di 7,4 %1.

Un’efficacia superiore o uguale a quella di certe statine

Sono stati condotti cinque studi clinici per confrontare l’efficacia del policosanolo con quella di tre statine diverse: la simvastatina (uno studio), la lovastatina (due studi) e la pravastatina (due studi). Lo studio, confrontando il policosanolo (10 mg al giorno) con la simvastatina (10 mg al giorno) ha mostrato una diminuzione simile del colesterolo LDL con i due trattamenti: il 18% nel gruppo policosanolo contro il 20% nel gruppo simvastatina. Gli altri studi comparativi hanno osservato che il policosanolo aveva un’efficacia maggiore rispetto alle statine con le quali era stato confrontato. A titolo di esempio, 10 mg al giorno di policosanolo hanno determinato un abbassamento dal 20 al 32% delle LDL, rispetto al 17-28% per 20 mg al giorno di lovastatina. Allo stesso modo, 10 mg al giorno di policosanolo hanno abbassato con una percentuale del 19-24% i livelli delle LDL, rispetto al 16-20% per 10 mg al giorno di pravastatina.

Inoltre, in quattro di questi cinque studi, la supplementazione con policosanolo ha generato un aumento significativo e desiderato del colesterolo HDL (fino al 14% in due di essi) laddove una sola delle tre statine ha avuto questo effetto (la pravastatina ha generato un aumento dell’HDL del 5%). Le differenze dei risultati ottenuti in questi diversi studi con la supplementazione di policosanolo si spiegano per la varietà dei profili dei soggetti in termini di età, genere, stile di vita o genetica.

Prevenzione dei disturbi cardiovascolari

Il policosanolo non è stato oggetto di studi che dimostrano un effetto di prevenzione primaria dei disturbi cardiovascolari. Tuttavia, generalmente si ritiene che abbassando il tasso di colesterolo nel sangue, si riduce il rischio di essere affetti da tali patologie.
Inoltre, nel corso di studi clinici, alcuni ricercatori si sono resi contro che ha un effetto benefico sulla salute delle arterie e sulla funzione cardiovascolare, aumentando la resistenza allo sforzo di pazienti affetti da malattie coronariche.

Un’azione contro l’aterosclerosi

Uno studio recente è stato condotto per determinare se il policosanolo potesse modificare certi parametri delle lesioni aterosclerotiche, come il numero dei macrofagi, la localizzazione dell’apoA1 e dell’apoB nell’aorta di alcune scimmie.
Quattordici scimmie adulte con un peso compreso fra 6 e 10 kg sottoposte ad un’alimentazione povera di grassi e ricca di proteine sono state suddivise in modo casuale in tre gruppi: sei animali testimoni e due gruppi da quattro. Ad ognuno di questi due ultimi sono stati somministrati per 54 settimane 2,5 o 25 mg/kg al giorno di policosanolo. Sono stati esaminati al microscopio alcuni campioni delle arterie e alcuni anticorpi monoclonali sono stati utilizzati per valutare la presenza di macrofagi e delle apoA1 e delle apoB. I risultati hanno mostrato che il policosanolo ha diminuito la presenza di macrofagi e la comparsa di apoB laddove aumentava la localizzazione nelle lesioni aortiche aterosclerotiche dell’apoA1 in confronto agli animali testimoni. I ricercatori ne hanno concluso che questi risultati suggeriscono che i possibili effetti benefici del policosanolo sulla compozione e sulla stabilità della placca di ateroma ne spiegano gli effetti protettivi sullo sviluppo dell’aterosclerosi2.
Il policosanolo diminuisce anche la proliferazione delle cellule che tappezzano le arterie. Delle arterie in buona salute sono tappezzate da uno strato liscio di cellule, in modo tale che il sangue possa scorrere senza incontrare alcun impedimento. Una delle caratteristiche delle arterie malate è che questo strato diventa spesso ed invaso di cellule. Mano a mano che le arterie si restringono, il sangue scorre più lentamente o può essere anche completamente bloccato. I risultati hanno mostrato che la capacità del policosanolo di interrompere l’invasione cellulare è correlata agli effetti antiproliferatori riportati con dei farmaci come la maggior parte delle statine che fanno abbassare i lipidi.
Alcuni studi hanno mostrato che alcuni ratti trattati con policosanolo avevano meno cellule spumose, il che è il riflesso di una rispota infiammatoria meno importante che creerà una quantità inferiore di lesioni dei vasi sanguigni.

Un’azione antiossidante

Il policosanolo inibisce l’ossidazione delle LDL che favoriscono il decadimento dei vasi sanguigni creando una risposta infiammatoria cronica3. Alcune LDL ossidate possono così provocare degli enzimi metalloproteinasi che favoriscono, anch’essi, il decadimento dei vasi sanguigni, in parte interferendo con l’effetto protettivo dell’HDL.
Diversi studi hanno mostrato su alcuni modelli sperimentali così come sull’uomo che il policosanolo è in grado di inibire la perossidazione lipidica. Quando il policosanolo viene somministrato ad alcuni ratti per quattro settimane per via orale a delle dosi di 100 e 250 mh per kg, i ricercatori osservano una prevenzione parziale della perossidazione dei lipidi in vivo e in vitro, così come della perossidazione dei lipidi indotta dal rame in vitro4.
In uno studio in doppio cieco, randomizzato, controllato con placebo, la somministrazione di 5 o 10 mg al giorno di policosanolo diminuiva in vitro la sensibilità delle LDL alla perossidazione lipidica. Allo stesso modo, in uno studio definito per valutare l’effetto sulla perossidazione lipidica di 50 mg al giorno di policosanolo somministrati per 12 settimane per via orale a delle persone anziane, i ricercatori hanno constatato che l’integrazione diminuiva in maniera significativa la sensibilità alla perossidazione lipidica di campioni di plasma5. Questi risultati suggeriscono che il policosanolo ha un effetto protettivo sulla perossidazione lipidica e che esercita un’azione inibitrice sullo sviluppo dell’aterosclerosi.

Un effetto antiaggregante a placche

D’altronde, molti studi clinici hanno mostrato che il policosanolo esercita un’azione che si oppone all’aggregazione a placche, aiutando così a prevenire certi disturbi cardiovascolari, come l’ischemia cerebrale, l’insufficienza arteriosa periferica o l’infarto del miocardo.
Il policosanolo è in grado di inibire la formazione di coaguli e potrebbe agire in sinergia con l’aspirina in questo ambito. Insieme, il policosanolo e l’aspirina sono più efficaci di quanto non lo siano separatamente.
La capacità del policosanolo di inibire l’aggregazione a placche indotta dall’adenosina difosfato (ADP), dall’epinefrina o dal collagene è stata dimostrata in diversi studi su alcuni volontari in buona salute.
Alcuni ricercatori hanno così confrontato l’azione sull’aggregazione a placche dell’aspirina e del policosanolo. I risultati hanno indicato che dopo un periodo di sette giorni, il policosanolo (20mg/giorno) inibiva efficacemente l’aggregazione a placche indotta dall’ADP (adenosina difosfato), dall’epinefrina e dal collagene, laddove l’aspirina (100 mg/giorno) inibiva solamente l’aggregazione a placche indotta dal collagene e dall’epinefrina. La percentuale di riduzione più elevata dell’aggregazione a placche era stata ottenuta quando il policosanolo e l’aspirina erano stati combinati6.

Una conseguenza di queste proprietà è che dopo due settimane di integrazione con policosanolo nell’uomo, i livelli di trombossano si sono ridotti in maniera significativa. Il trombossano è un agente che contrae i vasi sanguigni e contribuisce a un’aggregazione a placche anomala suscettibile di provocare una crisi cardiaca o un incidente vascolare cerebrale.
In uno studio, 5-20 mg/kg di policosanolo sono stati somministrati per via orale ad alcuni ratti. I risultati hanno mostrato che il policosanolo diminuiva il numero di placche in maniera dipendente dalla dose, suggerendo un effetto antiaggregante.
Lo studio è stato condotto su 55 pazienti affetti da disturbi cardiaci ischemici a cui sono stati somministrati due volte al giorno e per una durata di 20 mesi:
    - 5 mg di policosanolo singolarmente
    - 5 mg di policosanolo singolarmente + 125 mg di aspirina
    - 125 mg di aspirina singolarmente
Gli effetti e i risultati sono stati i seguenti nei diversi gruppi:
    - il policosanolo somministrato singolarmente ha solo una scarsa incidenza sullo sviluppo dell’ischemia che diminuisce a breve termine ma con un effetto minimo a lungo termine; tuttavia, e in tutti i casi, è stata notata un’attitudine maggiore all’esercizio fisico e una regressione dell’ischemia più o meno significativa.
    - il policosanolo si è rivelato più efficace rispetto all’aspirina somministrata singolarmente.
    - il policosanolo associato a basse dosi di aspirina si è mostrato più attivo rispetto a quando viene somministrato singolarmente7.

Policosanolo e diabete

I diabetici hanno un rischio cardiovascolare più importante rispetto a dei soggetti che non sono affetti da tale malattia. Alcuni studi di breve durata hanno già osservato l’efficacia e l’innocuità del policosanolo alla dose di 10mg/giorno in alcuni pazienti affetti da un diabete di tipo II. Uno studio ha esaminato l’efficacia, l’innocuità e la tolleranza del policosanolo utilizzato in un trattamento di lunga durata in alcuni pazienti diabetici.
Dopo cinque settimane di una prima fase costituita da una dieta suscettibile di diminuire il colesterolo, sono stati somministrati a 239 pazienti con un diabete di tipo II per due anni, in modo casuale, 5 mg al giorno di policosanolo o un placebo. Dopo un anno di trattamento, il policosanolo aveva significativamente ridotto, in confronto ai livello di partenza e al gruppo testimone, il colesterolo LDL, il colesterolo totale e i trigliceridi, laddove il colesterolo HDL era aumentato. Tale effetto è perdurato e si è anche un po’ rinforzato: alla fine dello studio, il policosanolo aveva abbassato il colesterolo LDL del 29,5%, il colesterolo totale del 21,9%, i trigliceridi del 16,9% e l’HDL era aumentato di 12,4 %1.

Claudicazione intermittente

La claudicazione intermittente è una malattia caratterizzata da una grave occlusione del sistema arterioso della parte inferiore dell’organismo. Uno studio ha esaminato gli effetti a lungo termine della somministrazione di policosanolo su alcuni pazienti affetti da una claudicazione intermittente moderatamente grave. Lo studio era randomizzato, in doppio cieco e comprendeva un primo periodo di sei mesi seguito da un secondo periodo di due anni. I 46 soggetti hanno assunto in modo casuale due volte al giorno 10 mg di policosanolo o un placebo. Le distanze di marcia su una pedana da corsa sono state valutate prima e dopo 6, 12, 18 e 24 mesi di trattamento.
Dopo sei mesi di integrazione, il policosanolo aveva aumentato la distanza iniziale di claudicazione in media del 36% e la distanza massimale di claudicazione di circa il 42%. Nel gruppo testimone non è stato osservato alcun miglioramento. Nel gruppo sottoposto a integrazione, gli effetti benefici sono aumentati dopo un trattamento di lunga durata, così bene che al termine dello studio, l’aumento della distanza iniziale di claudicazione raggiungeva una media del 62% e quella della distanza totale di claudicazione, del 66%9.
Due studi hanno anche confrontato l’effetto del policosanolo e quelli della lovastatina o della ticlopidina. Il policosanolo ha significativamente aumentato le distanze di claudicazione iniziale e totale nei due studi, superando l’efficacia della ticlopidina in una e nell’altra avendo dei risultati fuori dalla norma in confronto a quelli ottenuti con la lovastatina10.



1. Mirkin A. et al., Efficacy and tolerability of policosanol in hypercholesterolemic post-menopausal women, Int. J. Pharmacol., res 2001, 21(1): 31-41.
2. Noa M. et al., Protective effect of policosanol on atherosclerotic plaque on aortas in monkeys, Arch. Med. Res., 2005 Sept-Oct, 36(5): 441-7.
3. Menendez R. et al., Oral administration of policosanol on atherosclerosis lesions in rabbits with exogenous hypercholesterolemia, Braz. J. Med. Biol. Res., 2000 Jul, 33(7): 835-40.
4. Fraga V. et al., Oral administration of policosanol inhibits in vitro copper ion-induced rat lipoperoxidation, Physiol. Behav., 1999, 67: 1-7.
5. Menendez R. et al., Effects of policosanol treatment on susceptibility of low density lipoprotein isolated from healthy volunteers to oxidative modification in vitro, Br. J. Clin. Pharmcol., 2000, 50: 255-262.
6. Arruza Zabala M.L. et al., Comparative study of policosanol, aspirin and the combination therapy policosanolaspirin on platelet aggregation in healthy volunteers, Pharmacol. Res., 1997, 36: 293-297.
7. Bastia J. et al., Functional improvement in coronary heart disease after 20 months of lipid lowering therapy with policosanol, Adv. The, 1996, 13: 137-148.
8. Mas R. et al., Long-term effects of policosanol on older patients with type 2 diabetes, Asia Pac. J. Clin. Nutr., 2004, 13(Suppl): S101.
9. A long-term study of policosanol in the treatment of intermittent claudication, Angiology, 2001 Feb, 52(2): 115-25.
10. Castano G. et al., Effects of policosanol and lovastatine in patient with intermittent claudication : a double blind comparative pilot study, Angiology, 2003, 54: 25-38. Effects of policosanol and ticlopidine in patients with intermittent claudication: a double-blind pilot comparative study, Angiology, 2004, 55: 361-371.
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