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10-04-2019

La SAMe, efficace nella depressione, nell'artrite e nelle malattie del fegato

depressione - artrite- malattie del fegato In una rivista di studi pubblicati e realizzati sulla S-adenosil-metionina (SAMe), l'Agenzia statunitense per la Ricerca e la Qualità dell'Assistenza Sanitaria (AHRQ), ha concluso che la SAMe potrebbe curare con successo la depressione, l'artrite e le malattie epatiche, in particolare queste ultime, per le quali nessun altro trattamento è risultato efficace.
La SAMe fu scoperta nel 1952 in Italia, ma dovettero trascorrere 24 anni prima che essa fosse disponibile in una forma stabile per poter essere studiata. Il primo studio significativo condotto sulla depressione è stato pubblicato nel 1976 e la SAMe è stata resa disponibile in Italia nel 1980.
La SAMe viene prodotta naturalmente dall’organismo, ma probabilmente in quantità insufficienti (soprattutto quando si raggiungono i quarant'anni di età). La SAMe è fondamentale soprattutto per il fegato, ma anche per le ghiandole surrenali e per il cervello.
La SAMe viene prodotta dall’organismo a partire da metionina e ATP. In una certa misura, la SAMe agisce come la vitamina B, ma svolge ancora più funzioni. Alcuni chimici pensano inoltre che essa rappresenti la molecola più importante nel nostro organismo dopo l'ATP. In effetti sembra essere coinvolta in numerose reazioni. Le principali tre sono:
    - La metilazione; durante la metilazione, la SAMe fornisce un gruppo metilico che contribuisce in diverse reazioni cruciali, compresa la formazione di DNA, proteine, fosfolipidi e neurotrasmettitori come le catecolamine e la serotonina.
    - La transsulfurazione; fornendo un gruppo solforico, la SAMe promuove la produzione di cartilagine. Questo processo stimola l'inserimento di solfato nella matrice cartilaginea spiegando il suo ruolo nell'artrite. Inoltre la transsulfurazione porta alla produzione di acetilcisteina, di taurina e del nostro antiossidante endogeno più importante, il glutatione.
    - La formazione di poliammine; fornendo un gruppo propilamminico, la SAMe contribuisce alla formazione di spermina e spermidina che favoriscono la crescita e la differenziazione cellulare e che possiedono proprietà analgesiche e antinfiammatorie.
La SAMe permette anche l'inserimento di fosfatidilcolina per migliorare la fluidità di membrana. Essa colpisce i recettori beta-adrenergici, colinergici, GABA e probabilmente anche altri recettori. La SAMe svolge un ruolo importante nella formazione dell'ormone della crescita, della prolattina, dell'adrenalina e della melatonina nonché nel buon funzionamento dei recettori dell'insulina.

Un antiossidante

I risultati di uno studio condotto sui ratti hanno dimostrato il potenziale antiossidante della SAMe mettendo in evidenza la sua capacità di prevenire la perossidazione lipidica e di sostenere la sintesi continua del glutatione, l'antiossidante endogeno più importante1.
Il trattamento con la SAMe (10 mg/kg al giorno) per un periodo di uno, sei e ventidue mesi ha portato a significative riduzioni dell'accumulo di marker di stress ossidativo nel cervello rispetto ai soggetti di controllo trattati con un placebo.

Un'azione antidepressiva

Molti disturbi psichiatrici, neurologici e metabolici sono associati a livelli ridotti di SAMe nel liquido cerebrospinale. Essi comprendono la depressione, il morbo di Parkinson, il morbo di Alzheimer o complicazioni neurologiche legate all'HIV. I ricercatori suggeriscono che queste malattie sono disturbi della metilazione.
La SAMe è efficace per alleviare tutte le forme di depressione a eccezione delle malattie maniaco-depressive. Risulta particolarmente utile nelle tipologie di depressione prive di una causa apparente.
Si ritiene che la SAMe eserciti la sua azione antidepressiva, aumentando la sintesi dei neurotrasmettitori che svolgono un ruolo fondamentale per l'umore, il comportamento e le emozioni.
La ricerca riguardo agli effetti antidepressivi della SAMe è stata menzionata per la prima volta in Italia nel 1973, quando gli scienziati che hanno esaminato la sua azione sui pazienti schizofrenici hanno notato che molti di essi risultavano essere meno depressi. Questi risultati inattesi hanno innescato la realizzazione di un gran numero di studi clinici con l'obiettivo di controllare e comprendere tali risultati enigmatici2.

Si sono susseguiti anni di ricerca e un gran numero di lavori, concludendo che l'efficacia della SAMe nel trattamento della depressione si mostrava pari a quella dei suoi omologhi farmaceutici e alcuni studi dimostravano come fosse addirittura superiore rispetto a quella dei farmaci convenzionali. Inoltre, questi studi hanno indicato che la SAMe possedeva pochi effetti collaterali, che agiva entro pochi giorni e che era ben tollerata dai pazienti anziani3.

Questi risultati sono stati confermati da uno studio clinico aperto condotto su 20 pazienti affetti da depressione grave e che finora non avevano ottenuto risultati positivi ai farmaci antidepressivi convenzionali. Dopo aver assunto la SAMe per via orale, tutti i pazienti del gruppo hanno mostrato un significativo miglioramento e sette di loro hanno raggiunto una piena risposta antidepressiva4.

Nel 2002, il governo degli Stati Uniti ha pubblicato un rapporto dettagliato dal titolo «L'adenosil-L-metionina per il trattamento di depressione, osteoartrite e patologie del fegato». Questo rapporto rappresenta una sintesi dei dati raccolti dai molti studi pubblicati e realizzati in tutto il mondo fino all'anno 2000. Con l'obiettivo di giungere a una conclusione imparziale, l'Agenzia federale per la ricerca e la qualità dell'assistenza sanitaria (una divisione del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti) ha valutato i dati provenienti da 102 studi5.

L'Agenzia ha valutato attentamente 47 studi riguardo la SAMe e la depressione. Di questi, 28 sono stati inclusi in una meta-analisi sull'efficacia della SAMe nel contrastare i sintomi della depressione. L'Agenzia ha concluso che «Rispetto ai farmaci antidepressivi convenzionali, i trattamenti che utilizzano la SAMe non hanno prodotto risultati significativamente diversi». In altri termini, la SAMe possiede la stessa efficacia di un farmaco antidepressivo standard utilizzato per il trattamento della depressione. Vari studi hanno evidenziato che i pazienti mostrano spesso miglioramenti a partire dal settimo o decimo giorno di integrazione. La maggior parte di questi studi utilizzano formulazioni orali e dosi di 1600 mg al giorno.

I ricercatori della Harvard Medical School hanno studiato 30 soggetti affetti da depressione anche dopo oltre un mese di trattamento con un farmaco antidepressivo, la venlafaxina.
Durante le sei settimane di studio, i soggetti hanno continuato ad assumere il loro farmaco insieme a una dose iniziale di 400 mg di SAMe due volte al giorno. Dopo due settimane di trattamento, i soggetti hanno cominciato ad assumere una dose pari a 800 mg due volte al giorno. Dopo aver consultato il proprio medico, i soggetti hanno deciso se ricominciare ad assumere una dose di 400 mg o se proseguire con quella di 800 mg al giorno. I ricercatori hanno analizzato i partecipanti attraverso diversi strumenti di misura dei sintomi della depressione. Alla fine dello studio, il 50% dei soggetti ha mostrato un significativo miglioramento dei sintomi, il 43% dei pazienti ha ottenuto una remissione completa dalla depressione6.

I pazienti affetti da fibromialgia o da morbo di Parkinson spesso mostrano anche una depressione sensibile al trattamento con la SAMe. In uno studio in doppio cieco incrociato che esamina l'effetto della SAMe sulla depressione associata al morbo di Parkinson, il 72% dei pazienti ha riportato un miglioramento in seguito al trattamento con la SAMe7. Quest'ultima esercita un effetto benefico sulla dopamina, un neurotrasmettitore che risulta carente nel morbo di Parkinson.

Inoltre altri studi condotti su pazienti affetti da fibromialgia mostrano dei miglioramenti in seguito al trattamento con la SAMe. È noto che essa agisce positivamente sui livelli di serotonina e che questo neurotrasmettitore migliora il dolore e la depressione, due sintomi molto comuni nei pazienti affetti da fibromialgia.
Il trattamento con la SAMe è efficace anche nei casi di depressione associata al morbo di Alzheimer, nei quali i livelli della SAMe sono praticamente inesistenti. In alcuni pazienti, studi preliminari suggeriscono che la SAMe potrebbe migliorare non solo la depressione, ma anche altri sintomi della malattia8. Quattro pazienti affetti dal morbo di Alzheimer hanno assunto da 200 a 400 mg al giorno di SAMe per due settimane. Sono stati osservati cambiamenti cognitivi. I ricercatori non hanno rilevato cambiamenti nel funzionamento cognitivo, tenuto conto delle dosi utilizzate e del numero limitato di pazienti testati9. Tuttavia, un altro studio durante il quale è avvenuta la somministrazione per via orale della SAMe (1200 mg al giorno per tre-sei mesi), ha mostrato miglioramenti significativi delle funzioni cognitive oltre che dell'umore e della velocità dei processi mentali10.

Rigenera il fegato

Gli effetti benefici più importanti della SAMe si registrano nel fegato, a livello del quale la sua concentrazione è più alta. Essa è in grado, di per sé, di indurre la rigenerazione epatica. Ripara o inverte i danni al fegato provocati dalla cirrosi. Si tratta dunque di un metabolita chiave nella biochimica del fegato, nel quale essa svolge due funzioni importanti. Viene sottoposta a metilazione e costituisce la sostanza più essenziale, l'aminoacido glutatione, un antiossidante e detossificante.
Il fegato è il primo filtro chimico dell'organismo. Esso detossifica ogni sostanza chimica con la quale l'organismo viene in contatto, compresi i farmaci e le tossine, trasformandoli in metaboliti non tossici. Inoltre il fegato produce la bile e altre sostanze come le lipoproteine. Purtroppo, il tessuto del fegato può essere distrutto da sostanze chimiche, inquinanti o farmaci. Ma fortunatamente il fegato possiede la capacità di rigenerarsi. È possibile asportare chirurgicamente fino all'80% del fegato ed entro tre mesi esso ritornerà alla sua normale dimensione.
Il glutatione rappresenta un mezzo attraverso il quale il fegato è in grado di rimuovere le tossine. Quando il glutatione viene in contatto con una tossina, ad esempio un pesticida o un farmaco, si lega direttamente ad essa e la rende più solubile in acqua. In questa forma idrosolubile, la tossina può essere eliminata attraverso le vie urinarie senza provocare ulteriori danni. Le lesioni si verificano nel momento in cui il fegato contiene talmente tante tossine che non è più in grado di produrre abbastanza glutatione.
La SAMe risulta essere indispensabile per la produzione di tale antiossidante. La somministrazione di integratori di SAMe per via orale aumenta i livelli di glutatione.
In uno studio, 24 pazienti hanno ricevuto quotidianamente, e per sei mesi, 1200 mg di SAMe per via orale. I ricercatori hanno osservato un aumento delle concentrazioni epatiche dei tassi di SAMe nei pazienti affetti da epatopatia alcolica o non alcolica11.
Il fegato non è immune alle alterazioni e le tossine possono provocare danni e blocchi strutturali che causano l'aumento dei livelli di danno epatico. La cirrosi è un processo fibrotico che porta a una lenta morte del fegato. Essa inizia con delle infiltrazioni di grasso e progredisce fino a quando l'organo si riempie e perde la sua capacità di svolgere le funzioni primarie.
Studi clinici mostrano che, aumentando i livelli di SAMe, si ottengono effetti benefici in numerose situazioni. Essa è stata utilizzata per curare diverse malattie del fegato, incluse l'epatite, la cirrosi, la colestasi o l'ittero ostruttivo.
I pazienti affetti da cirrosi, spesso hanno difficoltà a convertire la metionina in SAMe. Alcuni studi sull'uomo indicano che, nel momento in cui viene somministrata la SAMe a pazienti affetti da cirrosi, la funzionalità della bile viene ripristinata e i sali biliari aumentano. Altri studi mostrano che la SAMe aumenta i livelli di glutatione e ripristina i processi di detossificazione nei pazienti caratterizzati da danni epatici.
L'acetaminofene (il Tylenol) è estremamente tossico per il fegato. In uno studio condotto sui ratti, se la SAMe viene somministrata entro un'ora, non si verifica più la morte imminente degli animali provocata da alte dosi di acetaminofene.

I soggetti caratterizzati da fegato danneggiato dall'alcol, da tossine o da malattie come l'epatite presentano un maggiore rischio di sviluppare il cancro al fegato. È stato dimostrato che la SAMe riduce il rischio di cancro al fegato. Viceversa, bassi livelli di SAMe creano un ambiente tossico che aumenta il rischio di cancro al fegato.

Benefico per la salute delle articolazioni

I test hanno dimostrato che la SAMe svolge un'azione analgesica, ma il meccanismo con cui questo effetto si verifica non è ancora ben chiaro. Tale effetto analgesico non coinvolge le prostaglandine e la SAMe non provoca gli effetti collaterali a esse associati. Alcuni studi hanno indicato che la SAMe potrebbe aumentare in modo significativo le concentrazioni plasmatiche di corticosteroidi, effetto che potrebbe contribuire alla sua azione antinfiammatoria osservata negli animali e nell'uomo.

Nel 1975, è stato pubblicato uno studio in Italia, il primo a prendere in considerazione l'effetto della SAMe nell'osteoartrite, una delle forme più comuni di artrite. In uno studio aperto condotto su 90 pazienti affetti da artropatia degenerativa grave, i ricercatori hanno constatato che la somministrazione di 30 mg due volte al giorno, per via endovenosa e per la durata di due settimane, ha ottenuto come risultato dei significativi effetti antinfiammatori senza provocare effetti collaterali. In un altro studio, la SAMe è stata confrontata agli effetti di iniezioni intramuscolari dell'analgesico indometacina. I risultati hanno mostrato che le risposte a entrambi i trattamenti erano esattamente identici, ma gli effetti collaterali dell'indometacina non si manifestavano con il trattamento tramite la SAMe12.
Negli esperimenti condotti in provetta, la SAMe aumenta il numero di condrociti (cellule cartilaginee) e di proteoglicani (proteine strutturali). Ciò suggerisce che il trattamento con la SAMe può invertire il processo di osteoartrite stimolando la crescita della cartilagine13.

Uno studio realizzato presso l'Istituto di Medicina Generale König in Germania ha testato l'efficacia della SAMe su 106 pazienti affetti da osteoartrite del ginocchio, dell'anca o della colonna vertebrale. Nel corso di questo studio della durata di 24 mesi, i pazienti hanno ricevuto 600 mg al giorno di SAMe durante le prime due settimane, seguita da 400 mg al giorno fino alla fine dell'esperimento. Secondo i ricercatori, sono emersi miglioramenti dei sintomi clinici dopo solo due settimane di trattamento, che si sono protratti fino alla fine dello studio. Effetti collaterali minori aspecifici, come nausee, si sono manifestati in 20 pazienti, ma la maggior parte di questi effetti sono scomparsi durante lo studio14. Inoltre i ricercatori hanno osservato che la somministrazione di SAMe ha migliorato le sensazioni di depressione, spesso associate all'osteoartrite.

Secondo il rapporto del Dipartimento dei Servizi Sanitari degli Stati Uniti, la SAMe si è dimostrata dell'80% più efficace del placebo nel ridurre il dolore associato all'osteoartrite. Inoltre questo rapporto ha constatato che, confrontandola ai farmaci anti-infiammatori non steroidei, la SAMe risulta avere un'efficacia almeno pari a quella dei FANS. Al contrario della SAMe, i farmaci anti-infiammatori sono noti per i gravi effetti collaterali che provocano.
I ricercatori dell'Università del Maryland hanno pubblicato una meta-analisi di studi controllati e randomizzati riguardo la SAMe, confrontando la sua efficacia nel trattamento dell'osteoartrosi con quella di un placebo o di un farmaco anti-infiammatorio non steroideo (FANS), come l'aspirina o l'ibuprofene. I ricercatori hanno concluso: «La SAMe sembra ridurre il dolore con la stessa efficacia dei farmaci anti-infiammatori non steroidei e migliora la limitazione funzionale in pazienti affetti da osteoartrite, senza mostrare gli effetti collaterali spesso associati al trattamento mediante farmaci anti-infiammatori non steroidei15

In Argentina, i ricercatori hanno confrontato l'efficacia della SAMe con quella di un farmaco anti-infiammatorio, il piroxicam, in uno studio in doppio cieco, randomizzato e controllato. Un piccolo gruppo di pazienti ha assunto quotidianamente 1200 mg di SAMe o 20 mg di piroxicam. I pazienti sono stati valutati dopo 84 giorni di trattamento. I ricercatori hanno notato che «Non sono state osservate differenze tra i due trattamenti in termini di efficacia e sicurezza». Ma hanno aggiunto: «Nei pazienti trattati con la SAMe, i miglioramenti clinici ottenuti al termine del trattamento sono stati mantenuti più a lungo rispetto a quelli trattati con il piroxicam16

In 33 centri italiani è stato condotto uno studio più ampio su 734 soggetti affetti da artrite del ginocchio, dell'anca, della mano o della colonna vertebrale. I ricercatori hanno confrontato gli effetti della SAMe con quelli del placebo o del naprossene, un farmaco anti-infiammatorio non steroideo, come parte di uno studio in doppio cieco. La SAMe e il naprossene, somministrati rispettivamente alla dose giornaliera di 1200 mg e 750 mg, sono risultati ugualmente efficaci nel ridurre il dolore da artrite ed entrambi significativamente più efficaci del placebo.

Secondo pazienti e medici, la tolleranza della SAMe è risultata decisamente migliore rispetto a quella del naprossene17.
Un altro studio randomizzato condotto in due centri ad Indiana, negli Stati Uniti, ha valutato l'efficacia della SAMe paragonandola a quella di un placebo nel trattamento dell'osteoartrite del ginocchio. I pazienti hanno assunto per cinque giorni 400 mg di SAMe per via endovenosa, seguiti da 23 giorni di trattamento con 400 mg per via orale. Un gruppo di controllo ha ricevuto dosi simili di placebo. I pazienti seguiti dal centro che in origine presentavano sintomi più lievi hanno mostrato una riduzione significativamente maggiore del dolore con la SAMe rispetto a quelli che hanno assunto il placebo. La risposta nei pazienti dell'altro centro, in cui i casi di osteoartrite erano più gravi, non è risultata statisticamente significativa18.

Alcuni scienziati hanno studiato 61 pazienti affetti da osteoartrite del ginocchio nel periodo compreso tra settembre 2000 e settembre 2002, come parte di uno studio randomizzato in doppio cieco. I soggetti hanno ricevuto 600 mg di SAMe due volte al giorno per un periodo di otto settimane, successivamente 100 mg di un farmaco per otto settimane e infine nessun trattamento per una settimana. Trentuno pazienti hanno assunto la SAMe per le prime otto settimane, seguita dall’assunzione di un farmaco, mentre gli altri hanno ricevuto prima il farmaco e successivamente la SAMe. Cinquantasei pazienti hanno completato lo studio.

Alla fine del primo mese, i pazienti che hanno assunto il farmaco hanno mostrato una riduzione significativa del dolore rispetto alla situazione all'inizio dello studio. Allo stesso tempo, i soggetti trattati con la SAMe hanno avvertito una diminuzione marginale del loro dolore. Il secondo mese, i pazienti di entrambi i gruppi hanno riscontrato una significativa diminuzione del dolore e non è stata osservata alcuna differenza nei due gruppi. Alla fine dello studio, i ricercatori hanno registrato in entrambi i gruppi un significativo miglioramento del dolore. Nel gruppo trattato con la SAMe anche la qualità della vita dei pazienti è stata migliorata19.



1- Dela Cruz J.P. et al., Effect of chronic administration of SAMe on brain oxidative stress in rats, Naunyn-Schmd Arch Pharmacol, 2000; 361: 47-52.
2- Elkins R., SAMe: the remarkable substance that promote detoxification, relieve arthritis and fight depression, Pleasant Grove, UT; Woodland Publishing, 1999, 10.
3- De Vanna M. et al., Oral SAMe in depression, Current Therapeutic Research, 1992; 52: 478-485.
4- Rosenbaum J.F. et al., The antidepressant potential of SAMe, Acta Psychiatr. Scand., 1990 May; 81(5): 432-6.
5- SAMe for treatment of depression, osteoarthritis and liver disease. Summary, Evidence report/technology assessment: Number 64. AHRQ publication N° 02-E033. Agency for healthcare research and quality. Rockville MD.
6- Alpert J.E. et al., SAMe as an adjunct for resistant major depression disorder: an open trial following partial or non response to selctive serotonin reuptake inhibitor or ventalafaxine, J. Clin. Psychopharmacol., 2004 Dec; 24(6): 661-4
7- Kegan B. et al., Oral SAMe in depression: a randomized, double-blind, placebo controlled trial, Am. J. Psychiatr., 1990, 147: 591-595.
8- Morrison L. et al., Brain SAMe levels are secerely decreased in Alzheimer disease, J. Neurochem., 1996, 67: 1328-1331.
9- Cohen B.M. et al., SAMe in the treatment of Alzheimer dementia, J. Clin. Psychoparmacol., 1987; 8: 43-7.
10- Battaglieri T. et al., Cerebrospinal fluid SAMe in depression and dementia: effect of treatment with parenteral or oral SAMe, J. Neurol. Neurosur. Psych., 1990; 53: 1096-8.
11- Vendemilae G. et al., Effect of oral S-adenosyl-L-methionine on hepatic glutathione in patients with liver disease, Scand. J. Gastroenterol., 1986; 24: 407-15.
12- Poli E. et al., Pharmacological and clinical aspects of SAMe in primary degenerative arthropathy (osteoarthrosis), Minerva Med., 1975 Dec 5; 66(83): 4443-59.
13- Di Padova C., SAMe in the treatment of osteoarthritis. Review of the clinical studies, AM J. Med., 1987 Nov 20; 83(5A):60-5.
14- Konig B., A long term (two years) clinical trial with SAMe for the treatment of osteoarthritis, AM J. Med., 1987 Nov 20; 83(5A):89-94.
15- Lazzaroni M. et al.
16- Maccagno A. et al., Double-blind controlled clinical trial of oral SAMe versus piroxicam in knee osteoarthritis, AM J. Med., 1987 Nov 20; 83(5A): 66-71.
17- Caruso I. et al., Italian double-blind multicenter study comparing SAMe, naproxen and placebo in treatment of degenerative joint disease, AM J. Med., 1987 Nov 20;83(5A): 66-71.
18- Bradley J.D. et al., A randomized double-blind placebo controlled trial of intraveinous loading with SAMe followed by oral SAMe therapy in patients with knee osteoarthritis, J. Rheumatol., 1994 May; 21(5): 905-11.
19- Najm W.I. et al., SAMe versus celecoxib for treatment of osteoarthritis symptoms: a double blind cross-over trial, BMC Musculoskelet Disord., 2004 Feb 26; 5(1): 6
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