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24-12-2018

La berberina: un sogno diventato realtà per i diabetici e le persone affette da ipertensione

Sempre più persone condividono con noi le proprie testimonianze sulla berberina, una sostanza estratta dal crespino che fa miracoli per diminuire la glicemia e i livelli di colesterolo nel sangue. Non abbiamo resistito a pubblicare una di queste testimonianze, inviata da Maria, una donna diabetica di 54 anni, che descrive i risultati del suo trattamento con berberina e che pone una domanda molto interessante: fondamentalmente, perché funziona la berberina?





Testimonianza di Maria:

"Qualche mese fa mi è stato diagnosticato il diabete di tipo 2. Immediatamente, il mio medico mi ha prescritto la metformina (un farmaco commercializzato con i nomi di Glucophage, Stagid e generici ndlr), ma il mio organismo ha reagito molto male al trattamento: ho avuto un'acidosi lattica grave per cui sono stata ricoverata in ospedale. Ho soltanto un rene che funziona bene ed alcuni trattamenti farmacologici non sono adatti alla mia situazione.
Il mio medico mi ha quindi parlato di un composto di origine naturale, la berberina, che sembrerebbe essere uno dei migliori rimedi della medicina tradizionale cinese. Inizialmente, non ero particolarmente entusiasta, ma facendo delle ricerche, ho scoperto che c'erano molti studi che mostravano che la berberina, assunta come integratore, era tanto efficace almeno quanto la metformina. Così ho ordinato 3 barattoli di berberina dal laboratorio Supersmart (il primo sito su cui sono capitata ma le recensioni dei clienti erano molto positive). Non avevo molto da perdere a provarci. E poi siccome le persone diabetiche eseguono degli esami regolarmente, era facile verificare se funzionava o meno. Se funziona, mio marito non può dirmi che è una questione mentale: ci sono le analisi che lo dimostrano.

D'accordo con il mio medico, ho dunque effettuato un esame 6 settimane dopo l'introduzione del mio nuovo trattamento. E con mia grande sorpresa, la mia glicemia casuale è passata da 270-310 mg/dl a 170-190 mg/dl. Stesso risultato per l'esame 6 settimane dopo e dei segni evidenti del miglioramento della mia salute: meno affaticamento, meno risvegli notturni per bere o andare in bagno, più motivazione. Adesso, la cura di 3 mesi che avevo progettato è terminata ma ho deciso di continuare ad assumere la berberina quotidianamente, con l'approvazione da parte del mio medico e vi ringrazio sinceramente. Il mio unico rimpianto è che il mio medico non è riuscito a spiegarmi chiaramente quali fossero i meccanismi d'azione di questa sostanza naturale. E non riesco a trovare nulla di molto chiaro sui siti che visito... La mia domanda è quindi la seguente: perché funziona, la berberina? ”

Sì, la berberina ha dimostrato di essere efficace quanto la metformina in molti studi clinici

Prima di rispondere alla domanda, soffermiamoci su questa osservazione di Maria: “ ho scoperto che c'erano molti studi che mostravano che la berberina, assunta come integratore, era tanto efficace almeno quanto la metformina. “ È assolutamente esatto.

Una meta-analisi molto recente (1), ovvero un “super studio” che raggruppa tutti gli studi approfonditi a riguardo, ha concluso a febbraio del 2015 con l’efficacia della berberina per “migliorare il diabete di tipo 2”, “migliorare l’iperlipidemia” e “ridurre l’ipertensione”, senza causare il minimo effetto collaterale! Questo “super studio” si basa su 27 studi clinici, ovvero delle esperienze condotte direttamente sull’uomo. Anche una meta-analisi meno recente (2), pubblicata nel 2012, aveva mostrato che la berberina procurava degli “effetti benefici paragonabili a quelli dei farmaci ipoglicemizzanti senza gli effetti collaterali”.

Queste conclusioni tuttavia non sono che delle “riscoperte”. La berberina è nota da molto tempo dai fautori della medicina tradizionale cinese. Secondo quest’ultima, sappiamo da oltre 3.000 anni che è molto efficace per “purificare il sangue” e “prevenire le malattie cardiache”.

“Perché funziona, la berberina? ”

Soffermiamoci ora sulla domanda dei meccanismi d’azione della berberina.

Se il medico di Maria non ha saputo spiegare chiaramente “perché funziona”, non è perché è incompetente. In sua difesa, i meccanismi d’azione della berberina sono rimasti misteriosi per molto tempo. Si osservava che funzionava ma non si sapeva spiegarlo razionalmente. Abbiamo dovuto attendere gli ultimi 10 anni per comprendere meglio i fenomeni coinvolti, ma ancora, i meccanismi sono così complessi che non è così semplice diffonderli facilmente al grande pubblico.

Si crede spesso che gli zuccheri siano in esubero nel sangue delle persone diabetiche perché le cellule non rispondono bene all’insulina e non riescono ad utilizzare correttamente questa riserva di energia. In realtà, questo fenomeno spiega solo una parte del problema. Le persone diabetiche hanno dei livelli di zuccheri nel sangue elevati anche quando sono a digiuno. Questo eccesso di zuccheri non deriva dall’alimentazione (perché sono a digiuno), ma dalla loro propria produzione di zuccheri a partire dai grassi e dai muscoli (che è denominata “neoglucogenesi”).

Per semplificare, immagina una vasca da bagno riempita per metà, con un rubinetto classico che fa salire il livello dell’acqua, un tappo che permette di bloccare le fuoriuscite e una doccetta che sarà posizionata sul fondo della vasca.





Il livello di acqua rappresenta la glicemia: deve sempre essere stabile, sufficientemente alto affinché la vasca non si svuoti, sufficientemente basso affinché non ci sia il rischio di fuoriuscite.
Il rubinetto rappresenta l’apporto di zuccheri attraverso l’alimentazione: si apre solamente quando consumiamo degli alimenti. Più il pasto è ricco di zuccheri, più il flusso del rubinetto è importante.
Il tappo posizionato in fondo alla vasca permette di conservare la stessa quantità di acqua nella vasca: quando il rubinetto scorre, il tappo si solleva un po’ per far uscire l’acqua in eccesso. Nell’organismo, è l’insulina che favorisce il buon utilizzo di questo tappo. Facilita l’entrata degli zuccheri in eccesso nelle cellule circostanti che potranno convertirli in energia o immagazzinarli per utilizzarli quando ne avranno bisogno.

Così, quando una persona sana consuma un pasto, il rubinetto scorre e, allo stesso tempo, il tappo della vasca si alza per far uscire gli zuccheri in eccesso.





Nelle persone diabetiche, al contrario, questo tappo non si apre bene. Di conseguenza, se il rubinetto scorre troppo a lungo o troppo intensamente (elevato consumo di zuccheri), la vasca ha difficoltà a conservare una quantità di acqua stabile e il livello di acqua sale pericolosamente. Ma non è l’unico problema! Le persone diabetiche hanno anche difficoltà con la loro “doccetta”...

In una persona sana che non ha mangiato da un po’ di tempo (dopo una notte di sonno ad esempio), il livello di acqua della vasca tende a diminuire poiché ci sono sempre delle fuoriuscite e le cellule hanno dei fabbisogni di zuccheri continui. Per rimediare a questo problema, l’organismo fabbrica degli zuccheri a partire dalle proteine che ha digerito o che può trovare nei muscoli, ma anche a partire dai grassi che ha immagazzinato precedentemente. E li re-inietta nella vasca! La doccetta si avvia, il livello della vasca risale delicatamente fino al limite ottimale finché la doccetta si interrompe.

Nelle persone diabetiche, la doccetta non si ferma mai: resta aperta continuamente. Questo è il motivo per cui, al loro risveglio, il livello della vasca è troppo alto anche se non hanno aperto il rubinetto da oltre 10 ore!

Questo problema della vasca sempre troppo piena pone dei problemi a breve termine per le persone diabetiche (il rischio di fuoriuscite può tradursi in malesseri, episodi di iperglicemia) ma anche a lungo termine, poiché la vasca non è stata costruita per supportare un peso di acqua così elevato (i nervi e i vasi sanguigni che si deteriorano poco a poco sono all’origine di numerosissime malattie).





E la berberina in tutto questo? La berberina agisce su 3 livelli in questa situazione.

1) Facilita inizialmente il sollevamento del tappo della vasca, aumentando la secrezione di insulina e la sua efficacia (3).

Questa secrezione di insulina supplementare contribuirà a far entrare più facilmente gli zuccheri in eccesso nelle cellule e quindi a diminuire il “livello della vasca”. Ma l’insulina non serve solo a questo: contribuisce a inibire una serie di processi metabolici che aggravano il diabete di tipo 2 e l’insulino-resistenza...

In uno studio pubblicato nel 2006, il professor Jiming aveva già evidenziato questo primo meccanismo d’azione (4): “ gli studi condotti su alcuni animali e uomini affetti da diabete mostrano che la berberina attiva un enzima presente nei muscoli e nel fegato. Questo enzima è direttamente coinvolto nel miglioramento della sensibilità dei tessuti all’insulina: l’ormone che contribuisce a diminuire la glicemia. »

2) Crea, in seguito, un sistema di sifoni nelle canalizzazioni per “aspirare” l’acqua in eccesso nella vasca e accelerare il flusso di scarico.

In termini scientifici, diciamo che stimola la glicolisi, un processo di decomposizione del glucosio per produrre energia. Migliorando l’utilizzo degli zuccheri da parte delle cellule, permette di accelerare la decomposizione degli zuccheri e quindi di alleggerire più velocemente i vasi sanguigni.

3) Infine, ultimo punto, contribuisce a ridurre il flusso della doccetta che riempe la vasca dal basso.

Infatti rallenta la sintesi del glucosio nel fegato a partire dai composti non glucidici (che è denominata neoglucogenesi e che è molto problematica nelle persone diabetiche) (7).

Se desideri scoprire i dettagli di ognuno di questi meccanismi, puoi consultare questo studio sui meccanismi anti-diabete della berberina(8) (in inglese).

Intanto, il risultato di questi 3 meccanismi è inesorabile: il livello della vasca diminuisce e ciò si traduce inevitabilmente nelle analisi delle persone diabetiche.

Perché la berberina di Supersmart è così efficace?

Quando si consultano le recensioni dei clienti che utilizzano questa berberina, si è subito colpiti dall’esaltazione e dall’entusiasmo che suscita. Per molti di loro, i risultati positivi sono stati dimostrati tramite le loro analisi (riduzione dei livelli di colesterolo, di trigliceridi e di zuccheri nel sangue) e alcuni di loro indicano anche la differenza con l’efficacia di altri integratori di berberina che hanno testato precedentemente.

Infatti, ciò che fa la differenza con altri integratori, è la sua purezza: l’estratto di Berberis vulgaris è qui standardizzato al 97% da berberina, il massimo reperibile sul mercato. Il suo dosaggio (2 capsule da 500 mg al giorno prima di ogni pasto) corrisponde infatti a quello che viene utilizzato nella maggior parte degli studi clinici.


Origine naturale, convalida clinica ed empirica da diversi millenni, testimonianze eccellenti: se non hai ancora provato questa perla rara, è sicuramente perché non hai problemi di diabete o di colesterolo. Tuttavia, devi sapere che agisce anche su altri disturbi che sono legati alle malattie moderne: l’infiammazione e lo stress ossidativo.


Bibliografia

  1. Lan, J., Zhao, Y., Dong, F., Yan, Z., Zheng, W., Fan, J., & Sun, G. (2015). Meta-analysis of the effect and safety of berberine in the treatment of type 2 diabetes mellitus, hyperlipemia and hypertension. Journal of Ethnopharmacology, 161, 69–81. doi:10.1016/j.jep.2014.09.049
  2. Dong, H., Wang, N., Zhao, L., Lu, F.E., 2012. Berberine in the treatment of type 2 diabetes mellitus: a systemic review and meta-analysis. Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine 10, 1–12.
  3. Chang, W., Zhang, M., Li, J., Meng, Z., Wei, S., Du, H., et al. 2013. Berberine improves insulin resistance in cardiomyocytes via activation of 5=-adenosine monophosphate-activated protein kinase. Metabolism, 62(8): 1159–1167. doi: 10.1016/j.metabol.2013.02.007. PMID:23537779
  4. Yun S. Lee, Woo S. Kim,Kang H. Kim, Myung J. Yoon, Hye J. Cho, Yun Shen, Ji-Ming Ye, Chul H. Lee, Won K. Oh, Chul T. Kim, Cordula Hohnen-Behrens, Alison Gosby, Edward W. Kraegen, David E. James, and Jae B. Kim, Berberine, a natural plant product, activates AMP-activated protein kinase with beneficial metabolic effects in diabetic and insulin resistant states, Diabetes, 2006.
  5. Hu, Y., and Davies, G.E. 2010. Berberine inhibits adipogenesis in high-fat dietinduced obesity mice. Fitoterapia, 81(5): 358–366. doi:10.1016/j.fitote.2009.10. 010. PMID:19861153.
  6. Zhang, M., Lv, X., Li, J., Meng, Z., Wang, Q., Chang, W., et al. 2012. Sodium caprate augments the hypoglycemic effect of berberine via AMPK in inhibiting hepatic gluconeogenesis. Mol. Cell. Endocrinol. 363(1–2): 122–130. doi:10.1016/j. mce.2012.08.006. PMID:22922125.
  7. Ko, B.S., Choi, S.B., Park, S.K., Jang, J.S., Kim, Y.E., and Park, S. 2005. Insulin sensitizing and insulinotropic action of berberine from Cortidis rhizoma. Biol. Pharm. Bull. 28(8): 1431–1437. doi:10.1248/bpb.28.1431. PMID:16079488.
  8. Chang, W., Chen, L., & Hatch, G. M. (2015). Berberine as a therapy for type 2 diabetes and its complications: From mechanism of action to clinical studies. Biochemistry and Cell Biology, 93(5), 479–486. doi:10.1139/bcb-2014-0107
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